2010-03-08

I capelli di Hegel, ovvero come stanno trasformando il web in una discarica di testi (e di sogni)

Hegel (il filosofo) in un passo della “Scienza della Logica” ha scritto: “Se mi tolgo un capello, sono un uomo con i capelli; se ne tolgo due, sono ancora uno con i capelli; se li tolgo tutti, sono un uomo calvo”. E' un modo semplice per dire che, molto spesso, le variazioni nella quantità di un elemento si trasformano in variazioni di qualità. Cosa c'entra questo con il copywriting e i contenuti per il web? C'entra.

Quanto vale un articolo pagato 50 centesimi?
Grandi e piccoli network di blog stanno sfruttando il desiderio di molti ragazzi di iniziare una carriera da copywriter o redattore sul web: in cambio di un po' di esperienza e la gioia di vedere i propri testi pubblicati, stanno spingendo migliaia di ragazzi, giovani e non, a scrivere articoli gratis o pagandoli 50 centesimi a pezzo. Ognuno lavora per quel che ritiene giusto, ma la nostra domanda è: quanto vale un articolo pagato 50 centesimi?

I cinesi della comunicazione
Niente, questa è la risposta. Per vivere decentemente scrivendo articoli pagati pochi euro bisogna scriverne molti al giorno, velocemente, proprio come gli operai cinesi costretti a lavorare senza sosta nel laboratori tessili clandestini. E qui torniamo a Hegel e ai suoi capelli: se devi scrivere un articolo al giorno, ci riesci anche se non sei esperto. Se ne devi scrivere dieci, la qualità si riduce, sia che tu sia un copywriter alle prime armi sia che tu sia esperto. Non c'è via d'uscita.

Le conseguenze per le aziende
I grandi network di blog non hanno bisogno di qualità dei contenuti perché il meccanismo che sta dietro il loro progetto è semplice: più sono le pagine, più aumenta la probabilità di ricevere visite dai motori di ricerca. Se crescono le visite, aumentano le impression pubblicitarie, i numeri da vendere agli inserzionisti e la probabilità di click sugli annunci. Servono occhi per guardare la pubblicità, non per leggere i testi. Questo è tutto.

Quanto ce lo fate 1 chilo di parole?
Per le aziende è diverso: un'azienda che voglia usare il web come strumento per trovare e fidelizzare clienti, ha bisogno di contenuti di qualità, scritti partendo da un progetto di marketing serio, con alla base una riflessione approfondita. E quando questa chiarezza arriva, serve affidarsi a un copywriter esperto, serio, che scriva testi di qualità che abbiano valore non solo per Google ma soprattutto per le persone che leggono. Ma questa ossessione della quantità sta invadendo anche i responsabili dei reparti comunicazione delle aziende, gli stessi che ogni giorno ci chiedono preventivi per centinaia di articoli da 500 parole senza neanche spiegare obiettivi, destinatari, settore aziendale e così via. Lo stesso discorso si può fare per le agenzie pubblicitarie, le web agency e i tutti i professionisti che lavorano con il web. Quand'è che diventerà patrimonio di tutti questa domanda che noi poniamo ora: come si può immaginare un web di qualità senza testi di qualità?

Per i redattori
Un discorso a parte meritano i ragazzi che scrivono per pochi centesimi. Non ne facciamo un discorso di moralità, perché ognuno fa quel che vuole. Ma se l'obiettivo è imparare il mestiere di copywriter, la strada non è giusta. Meglio lavorare gratis per 1 anno in un'agenzia seria, che illudersi di essere diventati dei bravi copy solo perché si è pubblicato un articolo sulla home page di un blog di scarso valore. Tanto dopo pochi secondi arriva l'articolo di uno a cui hanno venduto le stesse illusioni, poi un altro e poi un altro ancora, finché l'articolo non scompare nell'immensa discarica del web.

4 commenti:

Barin ha detto...

e un'agenzia che ti fa lavorare gratis per un anno potrebbe essere chiamata seria?!?

Redazione-www.scrittura.org ha detto...

Assolutamente no! Ma è comunque meglio di lavorare da soli nella propria stanzetta a scrivere articoli per pochi centesimi senza sapere se stai facendo bene o male, senza una guida e senza futuro.
Grazie per il commento.

Occhi di Notte ha detto...

Sicuramente centra la citazione. SOprattutto se riflettiamo su qualità e quantità nella scrittura in genere.

giulia ha detto...

sono d'accordo con quello che scrivi: sarà perché siamo colleghi? Molti mi chiedono preventivi per "curare" un blog e svengono quando espongo le mie tariffe. Non importa, vivrò facendo dell'altro, ma le aziende devono capire che il lavoro serio, fatto con dedizione e professionalità, va retribuito per quello che vale. Scommetto che ci sono potenziali copy e blogger in quei ragazzi che accettano 50 centesimi a post. Ma non penso che "svalutarsi" in questo modo faccia del bene a loro. E poi non dimentichiamoci che le emozioni - in questo caso, penso di frustrazione per un lavoro mal retribuito- passano attraverso le parole, e il lettore se ne accorge. Magari non a un livello conscio, ma sicuramente non tornerà a leggere un contenuto che lo allontana...